Svegliarsi al mattino...

... dopo un sogno dimenticato, sussurrando "Omm 'e mmerd" al vuoto... non ha prezzo!

Fugge

Quel pezzo di puzzle sta scappando. Non vuole raccontarmi la verità. Preferisce tenere tutto nascosto e lasciar parlare l'ipocrisia, ma il timore è tutto suo. Per me non cambia nulla. Non cambierebbe nulla. Voglio solo sapere cosa c'è di sbagliato in tutto ciò. Io rincorro sogni. So che resteranno tali, ma proprio per questo voglio tutta la verità. È molto che attendo una risposta. E la pretendo, non lascerò che tutto venga dimenticato. Non capisco i timori altrui. Io non ho paura di sentirmi dire la verità. Io temo le bugie.

Quante ne ho sentite. Le bugie sono disperate, corrono veloci. Fuggono, come questo pezzo di puzzle che non vuole saperne di farsi acchiappare, che preferisce evitarmi per non dirmi ciò voglio sentirmi dire.

Coraggio. Ce ne vuole. 


Mille cose

Partiamo dalla cosa più importante. Ho appena messo online la seconda versione del progetto MyState. Dopo l'iscrizione si può avere accesso ad un'immagine che indichi il proprio stato in rete. "In linea", "Offline", "Non al PC", "Torno subito", cose così. Come si fa su MSN, ma qui in maniera del tutto generica e slegata da qualsivoglia IM o chicchessia. Per la registrazione è sufficiente fornire un nome utente e una password.

Seconda cosa: sono confuso? Non lo so più. Sembra che io non lo sia più. Forse so ciò che voglio, ma non so come raggiungerlo. Non sarà facile, nemmeno un po', ma ci devo provare. Altrove ho fallito, in questo caso non posso.

Terza cosa: giovedì senza università. Fino a poco fa ero giù di morale, ora mi sono un po' ripreso. Ma non ho voglia di andare, voglio stare un po' a casa, rilassarmi, stirare le gambe e studiare un po' per gli esami che mi aspettano prossimamente.

Quarta cosa: oggi ascoltavo Malika Ayane. Anzi, ormai dovrei dire "ieri". Fatto sta che la ascoltavo. La riascoltavo. Che voce.

Quinta cosa: ci sono delle cose che devono cambiare. Ho nuove speranze. Spero non siano false.

Sesta cosa: non c'è una sesta cosa.

Sono visibilmente stanco e un po' annoiato, vorrei conoscere nuove persone. Fuori dal mio corso di laurea, possibilmente. A volte anche io ho bisogno di staccare la spina per un po' di tempo. 


Destino

Ci sono cose destinate a non iniziare mai.
Sono quelle cose che lasciano incompleto il puzzle. Quei pezzi che mancano, magari negli angoli alti, l'azzurro del cielo. Si mimetizzano sul pavimento e non li vedi più.

Perché magari vanno a completare altri puzzle.

Me ne pentirò. Porterò con me, per il resto della mia vita, il rimorso di non aver cercato con la giusta attenzione quel pezzo. O meglio, di averlo allontanato da me per sempre. Ma devo farlo, devo liberarmi di questo fardello e ricominciare tutto da capo.

Me ne pentirò. Ricorderò per sempre quel pezzo di puzzle. Forse sarà un bel ricordo. O forse no. Ma è giusta l'ora di mettere in tavola tutte le carte a disposizione, vincendo la partita e sciogliendo i nodi di questa finzione che mi rende marionetta in questo teatrino. Manipolato.

Me ne pentirò. Amaramente, perché c'era molto in gioco. Moltissimo. Devo ritirarmi e sperare di vincere alla prossima mano, per ottenere nuovamente ciò che era mio. E qualcosa di più.

Me ne pentirò. Il mio enigma non sarà risolto ed io prolungherò il gioco ancora per un po', sperando che qualcuno in grado di risolverlo si presenti.

Me ne pentirò.

Ma forse è giusto così. 


Chitarrista canta e suona I ratti della Sabina: Eccomi qua

Ok, a quanto pare aver conosciuto un gruppo come I ratti della Sabina mi ha fatto bene, perché ho ripreso in mano la chitarra e, finalmente, dopo tanti anni di non-studio (chi ha detto che ho mai studiato?) mi sono deciso a registrare un brano per farmi ascoltare. Metto le mani avanti: la chitarra che sto usando non è granché, ho le unghie della sinistra un po' lunghette ma non mi andava di tagliarle, quelle della destra un po' corte (e non potevo allungarle), la voce m'è ritornata ma non sapevo bene come fare il tono di Roberto Billi ma, soprattutto, ho avuto modo di infilarmi la chitarra dritta dritta nel petto, mi fa male ancora adesso che sono riuscito a disincastrarla. Il brano che canto (e suono!) è "Eccomi qua", il primo pezzo che ho sentito dei Ratti, lo stesso brano che mi ha dato modo di amarli alla follia. Non avevo mai sentito niente del genere, averli scoperti (benedetto Last.fm) mi ha donato nuova vita. E si nota, giacché ho pubblicato già molte canzoni di questo stupendo gruppo. Vi propongo, dunque, la mia personalissima interpretazione di un pezzo molto particolare, con l'anticipazione che, se mani e voce vorranno, ci saranno nuove interpretazioni dei Ratti.

 

Come sempre, piccola nota per gli amici di Facebook: fate un saltino qui per ascoltare il brano. 


Meglio di no

No, preferisco non scrivere ora. Non rispondo dei miei gesti, in questo momento, potrei scrivere cose pericolose. Meglio di no, meglio di no, meglio di no.

Capitombolare

Ci sono cose che accadono, ma vorresti non accadessero. La gente pensa male di te, e qualcosa tu lo senti, perché hai un sesto senso ben sviluppato. Più la gente ti odia, più peggiori in ciò che fai, qualsiasi cosa sia.

Oggi è uno di quei giorni. Tre volte.

Due volte ho rischiato di cadere, ma ho avuto la fortuna di non toccare l'asfalto. La terza volta è stata quella giusta. Sono caduto veramente benino, una danza che pochi hanno avuto l'onore di vedere.

Una quarta volta ho preso uno scivolone e sono rimasto in piedi.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò. E tu, che mi detesti fino a questo punto, distogli lo sguardo. È colpa tua se mi accade questo!