Attesa e studio

Lo so. Gli ultimi titoli dei miei interventi ricordano un po' i capitoli di Braid. Però vabbè, non ci pensiamo.
Sto ascoltando gli Hooverphonic. Non ora, eh. Ora sto ascoltando i Rein. Mi piacciono, ricordano molto i Ratti della Sabina. Tre gruppi che vanno violentemente nel mio Zen Mozaic. Ne hanno tutto il diritto.
Ho ritrovato l'equilibrio. Mi auguro duri. Niente ansia. Niente panico. Niente paura. Ci pensa la vita, mi han detto così. Niente paura. Niente paura. Niente paura. Si vede la luna perfino da qui. Un po' di Ligabue non fa mai male.

Domani pomeriggio... no, chiedo venia... oggi pomeriggio ho una guida. La dodicesima. A volte mi sento una mezza sega. Forse un po' lo sono, ma io mi prendo i miei tempi.

Giovedì... un giovedì senza università. Tutto il giorno a casa per il mal di gola, poi un paio d'ore fuori per dare un'occhiata al centro commerciale.

E io, intanto, aspetto. Ritorno a vivere passivamente la mia vita, a guardarla dall'esterno e dire "Aò, a stronzo, ma che cazzo stai a fa'?". Niente di giusto, niente di sbagliato. Aspettiamo un altro po'. Ne vale la pena.

Devo studiare. Lunedì andrò all'università, ma poi resterò a casa. Devo assolutamente studiare per gli esami. Ne ho due. Entrambi il 22 dicembre. Non so come cacchio fare, vorrei passarli entrambi e togliermi 'sti problemacci di dosso. Ci proverò. Se non riuscirò, vabbè. Avrò fallito. Sarebbe il secondo fallimento, credo di poterlo accettare... credo.

Intanto non ho sonno. Il mal di gola che m'è venuto mercoledì sembra passato. Ora s'è trasformato in raffreddore. Forse più accettabile. Ma andiamo avanti, io alzo lo sguardo, non mi dispero e penso che devo studiare.

Sì, mi dispero. 


Equilibrio

Nonostante il mal di gola, nonostante il dolore alle gengive, la noia, la stanchezza, la delusione, la perdita di fiducia in me stesso... ho trovato un istante di equilibrio.

Devo riuscire a non perderlo. Devo. Trattenerlo.

Devo. 


Qualcosa

Se arrivo a dare dei titoli casuali ai miei interventi sul blog, un motivo c'è.
Non c'è nulla che quadri. Tutto sta andando storto, ultimamente. E uno, e due, e tre, e quattro.

Giuro, sono stremato. Mi dico "Dai, sei forte, credi davvero che una cazzata del genere possa farti qualcosa?". E forse riesco a convincermi. Ma quanto cazzo può durare?

Non sono buono manco a far questo. Ho bisogno di una pausa. Lunghissima.
Ho bisogno di rilassarmi. Pensare. O forse smettere totalmente di farlo. Disconnettermi per un po', passare del tempo a letto, musica e film, pop corn e patatine, ingrassare e diventare nuovamente un ippopotamo. Ma trovare un istante di equilibrio.

Ho perso la fiducia nelle persone. Quel che è peggio, ho perso la fiducia in me stesso.
E scoprire di avere decine e decine di personalità che si fanno a pezzi tra loro per avere la meglio non mi fa certo bene.

Non so se voglio continuare la mia battaglia. Non sono sicuro di voler cambiare me, gli altri, il mondo.

Non ce la faccio più. 


Una giornata frenetica

Letteralmente. Tutta la mattina fuori, ritorno a casa alle 14.30, mangia di corsa, metti i file del nuovo progetto di laboratorio sulla penna, poi di corsa a fare la guida delle 16.00, poi si inizia il progetto, fino alle 20, poi si torna finalmente a casa. Le gambe mi fanno ancora un po' male, i piedi parecchio. La testa fa male. Ora sono abbastanza fermo, finalmente.

Tanta musica da ascoltare, tanto sonno da recuperare. Quasi quasi, la prossima settimana me la prendo di festa. 


Giornata di acquisti

Stamattina sono stato alla Feltrinelli con la mia amica nana. Dovevo comprare "Neuromante" di William Gibson. Ovviamente, non trovo l'edizione che cerco e resto fregato per l'ennesima volta.
Si decide, dunque, di fare un giro alla Fnac (alle solite, la testa non ci dice mai niente di buono, quindi finiamo per girare mezza Napoli XD).

E che ti faccio? Non ti compro tre CD?

 

  • "A passo lento" dei Ratti della Sabina
  • "Una musica può fare" di Max Gazzè
  • "Non al denaro, non all'amore né al cielo" ricantato da Morgan

 

Intanto, poi, ti arrivo a casa e che ti scopro? Mi sono arrivati "ilikePosi!" e "Borderline" di Posi. Con tanto di autografo della cantante.

È un periodo che compro CD su CD. Intanto ho finito i soldi. XD 


Chitarrista canta i Baustelle: Piangi Roma

Ok, stavolta mi lodo (e m'imbrodo). Ho cantato bene, tranne alcune lievi imperfezioni in due o tre punti. La canzone era adatta alla mia voce, anche se ho i giramenti di testa ancora adesso.

Il brano è "Piangi Roma", cantato da Francesco Bianconi e Valeria Golino. Fa parte della soundtrack del film "Giulia non esce la sera".
La canzone è eccezionalmente bella. Lenta, triste, forse per alcuni anche un po' pesante. Io trovo che sia un gran bel pezzo.
Ho una voce abbastanza profonda da calare più di Bianconi, quindi l'ho resa un po' diversamente dall'originale. Un po' più triste e, appunto, profonda. Magari un po' monotona. Però mi sono commosso. *ç*

Vi lascio all'ascolto.

 

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