Cur non loqueris?

Già. Perché non parli?
In fondo, basterebbero poche righe. Anche una sola. Ma almeno di' qualcosa, io sono stufo.
Io non posso dare il La. Quando stavo per farlo, sono stato frenato da un La altrui. Non si poteva ricominciare da capo.
Tutto è iniziato con un La non voluto. Ed io non posso dare il mio, non posso. Posso darti un Do, posso darti un Fa. Magari posso darti un accordo di Fa maggiore diesis. Ma non chiedermi di dare il La, non puoi chiedermi questo.
E sto confidandomi con un blog, capisci? Con un blog.
Non posso dare il La su un blog.

Passando ad altro. Ho consegnato il progetto che mi tartassava da tempo. Non funziona, ma non fa niente. Mi ha rovinato le vacanze di Natale. Non voglio più pensarci.
Piuttosto, al professore auguro tante belle cose. Ma tante.

Io vorrei rilassarmi, intanto, ma non si può. Non mi è concesso. E non è per la storia del La, perché io sono molto paziente.
Il punto è che io sono molto stanco e devo correre qui e là su richiesta di mille persone. Voglio stare un po' sul letto. Magari passare un'intera giornata a letto. Lontano da tutto e da tutti per un po'.
O, almeno, lontano da quel tutto e quei tutti che non voglio avere intorno.
C'è una parte, fuori da quei tutti, che non posso allontanare. Ora, proprio ora, vorrei stare con quella parte. Ma ora non si può, sono fuori orario.

Se ne parlerà un'altra volta. Tra poco finirà l'anno. Oggi è già 30 dicembre.
Manca poco anche al mio compleanno. E vai con i 21. Vedrò di andare ad un concerto.

Ma ora basta. 


Ricordare

Perché non posso dimenticare. Non è possibile.
È questo che mi frena, io non posso dimenticare.

Io amo essere sincero e dire le cose come stanno. Ma non posso farlo. Non ora, non qui. Non così.
Ci sono ancora tante incognite, ma è importante che io le tenga per me.

Non posso dimenticare. Non posso. E c'è chi lo sa.
Ma non sa. Non mi legge, non guarda qui, non sa che cosa c'è sotto. Non capisce, non capisce, non capisce. E non decide, non decide.
E nemmeno io decido.
Perché forse non voglio decidere. Perché forse mi sta bene così.

Dolore, ansia, attesa. Tutto concentrato. Pensiero unico, dal mattino alla sera. Di giorno, di notte. Pensieri, pensieri, pensieri. Cambiare.
Voglio cambiare tutto. Non voglio cambiare il mondo. Penso in piccolo, voglio cambiare questa situazione. Ribaltarla e arrivare fino in fondo. Delusione, illusione, lo so. Capiterà. Ma non posso farci niente. Istinti, è tutto mosso da istinti. Impossibile allontanarli.

Fino in fondo... 


Via

Voglio abbandonare tutto e andare via.
Posso?
Devo.

Mi aiutate? 


Anche questo Natale Ť passato

E io sono stanchissimo. Ho bisogno di riposare a lungo. Molto a lungo.
Ma il 29 ho la solita consegna del progetto. Almeno per due giorni non ci ho pensato.

Ora ho bisogno di riposare, però. 


E le chiamano vacanze

Bel sogno, stanotte. Esame di geometria, orale. La prof mi chiede come mi chiamo, vuole sapere la matricola, mi chiede un documento... e poi mi dice "Ok, 30". Magari fossero tutti così, gli esami.
L'altro giorno, il 22, ho fatto l'esame di LASD. Sarebbe "Laboratorio di algoritmi e strutture dati", per gli amici semplicemente "LASD". Insomma, al 90% non l'ho passato. Non mi importa molto, in realtà, lo rifarò a gennaio.
A parte questo? Beh, ho gli esami a gennaio. Non voglio dedicarmi a quelli del secondo anno, attualmente preferisco pensare a quelli del primo. Non so quanto tempo impiegherò per finire l'università, ma non posso farci molto, purtroppo. Tanti esami, tutti assieme, tutto si accavalla e non c'è modo di fare molto.
Dovrò studiare molto per gennaio. Il 29 ho la consegna dell'ultimo progetto di LASD. Probabilmente non riusciremo a completare e anche questo andrà a puttane.

Poi le chiamano vacanze. 


Una rosa rossa

Nella sala riunioni erano sedute una ventina di persone. C'era un tale silenzio che si potevano sentire le bollicine frizzare nelle bottiglie di acqua minerale. I volti seri denunciavano l'importanza del momento. A capo del tavolo c'era un vecchio dal volto duro. Il mento aguzzo e le folte sopracciglia bianche lo facevano assomigliare a un rapace, un'aquila reale che dominava tutti dalle vette della sua autorità. Anche se un leggero tremito delle mani denunciava la fatica degli anni, lui era il capo, e ogni sguardo e gesto lo rivelavano.


[continua...]

Resuscitato dai morti

Riecco il mio PC, nuovamente in piedi. hal9000 non può morire.
Ho perso 512MB di RAM, un banco andato a puttane, ma non fa niente. Meglio con 1.5GB di RAM che con 2GB e senza PC.
Di nuovo in piedi.