Il resoconto


È stata una settimana un po' così.

Giovedì pomeriggio, mentre io ero a casa di Nico, che non incontravo da un po', papà è stato ricoverato per l'operazione prevista per il giorno dopo. Venerdì è stato operato e, stamattina, mentre io ero al Comicon, è stato dimesso.



Il resto della settimana non conta. Conta solo oggi.

Stamattina, per rilassarmi un po', sono andato all'ultima data del Comicon, qui al Castel Sant'Elmo.



Fila di due ore e qualcosa. Ma siamo riusciti a evitarla.

La mano benefica si è presentata sottoforma di sorella di un mio amico, che ha comprato i biglietti per tutti e siamo entrati con largo anticipo.



Dopo giri, giri e rigiri, incontro finalmente Annina (che stavo cercando, perché i telefoni non prendevano) e, poi, ci avviamo all'uscita per andare a mangiare. Mentre esco chi ti trovo? Ma il mio carissimo Subsonico, che entrava in quel momento. Tanti baci&abbracci dopo, siamo andati a magnare. Gelato e coca, e poi si rientra. Altri giri e rigiri, tutti vanno via ed io resto lì con la sorella del mio amico a fare qualche altro giro. Poi siamo andati a vedere le premiazioni dei cosplay.



E indovina un po' chi c'era?



Il cosplay di PADRE MARONNO!

L'uomo a cui appiopparono la santità!

Risate, risate e ancora risate. È stato semplicemente stupendo. Catastroficamente bravo!



All'uscita, siamo passati per varie sale per cercare l'uscita e chi ti incontro?



Il cosplay di PADRE MARONNO!!!



Ovviamente, la foto era d'obbligo.

Ci mettiamo in posa, la sorella del mio amico punta la fotocamera e... "E SE POI TE NE PENTI?!"



Sto ridendo ancora adesso. Un personaggio semplicemente stupendo!!!



 



E se poi te ne penti?


L'autoerotismo informatico


Questo è un articolo che avevo in mente da tanto tempo. L'avevo nominato su MSN, mentre parlavo con alcuni amici, ed ebbi l'idea di pubblicare qualcosa sul blog, ma poi ho rimandato per tante ragioni.



L'autoerotismo informatico è proprio di chi ha a che fare con l'informatica, e questo è abbastanza evidente.

Ne esistono diversi tipi, in base alla specializzazione dell'informatico, ma quello di cui vado a parlare riguarda la programmazione.



Tanti sono i programmatori, pochi sono quelli seri. E, generalmente, quelli seri non lasciano spazio all'autoerotismo, per dedicarsi maggiormente alla corretta scrittura del codice.

Quelli un po' meno seri, invece, provano emozioni indicibili quando riescono a produrre del codice particolarmente funzionante, particolarmente bello a vedersi, particolarmente utile (almeno per il creatore) o particolarmente interessante. È interessante analizzare fino in fondo ciascuna di queste possibilità.



Il codice particolarmente funzionante



Non è frequente che un programmatore "meno serio" scriva del codice che funzioni. È sicuramente più frequente che il codice funzioni, ma non serva assolutamente a nulla. Partendo, dunque, dai meravigliosi esempi di "Hello World" scritti in qualsiasi salsa (in tutte le lingue, usando sintassi oscure, eccetera), possiamo gettarci direttamente tra i programmi inutili.

Se la casa del programmatore poco serio fosse simile alla casa di Archimede Pitagorico, probabilmente trovereste mucchi di fogli che riportano codice assurdo, inutile, malfunzionante, eccetera. E poi, un mucchietto, lì in fondo, che è la delizia del proprietario. Di fronte al mucchietto c'è una targa che recita "Codice funzionante". Qui troverete tanti fogli scritti, ma ripieni - ancora una volta - di codice completamente inutile. Funzioni che trovano il quadrato di un numero, funzioni che verificano una terna pitagorica, funzioni che calcolano la possibilità che il mucchietto di carta sparisca per autocombustione.

Ma la scena forse più raccapricciante è sicuramente il programmatore. Il padrone di tutto quel disastro informatico che è il mucchietto di carta sta lì, col fucile in mano, pronto a sparare contro chiunque contesti l'utilità del suo codice "particolarmente funzionante". O, caso ancor peggiore, contro coloro che si offrono di debuggare il codice per scoprire eventuali falle, rischiando anche di far venir meno la ragione prima dell'autoerotismo. Alla fine, però, arriva la redenzione sotto forma di un rilassante bagno nei suoi prodotti, proprio come farebbe Paperon De' Paperoni nelle sue adorate monete.



 



Il codice particolarmente bello a vedersi



Probabilmente, è ancora più raro trovare del codice bello da leggere, specialmente se prodotto da uno di questi programmatori "meno seri". Infatti, costui tende, nella stragrande maggioranza dei casi, a "dimenticare" quali sono le regole per scrivere del codice che possa risultare leggibile a chiunque. E così, finisce per tralasciare indentazioni e spazi bianchi, incollando i parametri delle funzioni ai nomi delle funzioni stesse, i valori delle variabili al nome delle stesse e così via. Facendo così, egli produce un minestrone di variabili, valori, funzioni, definizioni che non ha capo né coda, non ha leggibilità né stile. Sostanzialmente, non ha nulla. E, probabilmente, non funziona per niente.

Fortuito è il caso del programmatore poco serio che si impegna per produrre del codice leggibile (ma non è detto che sia funzionante), evento che gli provoca - immancabilmente - svariate sensazioni di benessere. Benessere spesso turbato dai soliti debugger, che osservano attentamente il codice e scoprono che non fa assolutamente nulla o non funziona del tutto (o, peggio, non è codice).



Il codice particolarmente utile



Caso differente da quello del codice funzionante, è il caso del codice particolarmente utile. È facile autoconvincersi che il codice che si è scritto abbia una vera utilità. Esponenzialmente più difficile, però, è stilare un elenco dei luoghi dove potrebbe essere usato. E così, il codice resta "utile" indefinitamente, ma nessuno lo userà perché non avrà alcuna idea di come usarlo, dove usarlo, cosa farne. In alcuni casi, queste "piccolezze" non sono sufficienti a scalfire la felicità del programmatore, che continuerà per la sua (cattiva) strada, produrrà ulteriore codice "utile" che, magari, sarà anche bello a vedersi o, addirittura, funzionante.



Il codice particolarmente interessante



È molto difficile da definire, ma una affermazione potrà spiegare molte cose: «Ehi, Joe, guarda qui! Questo codice fa qualcosa di interessante...»

La definizione di "interessante", in questo caso, è piuttosto ampia. Si spazia dalle funzionalità veramente utili (ma, allora, il codice non sarebbe scritto da un programmatore "meno serio", e dunque cadremmo in un paradosso che dimostrerebbe che il codice è stato scritto da un programmatore serio) ai risultati inattesi prodotti da una funzione o da un oggetto.

Ad esempio, una funzione "interessante" potrebbe fornire un valore numerico piuttosto che una stringa, o un array invece di un intero, e potremmo andare avanti per ore, se non sapessimo che è del tutto inutile sfruttare una funzione che restituisca risultati del tutto randomizzati (laddove, ovviamente, questi non siano richiesti). Allora, il programmatore "poco serio" che si è impegnato per la stesura di questo codice sarà definito "caso" e qualcuno, con poca stima nei confronti del suddetto, vi aggiungerà l'aggettivo "umano". Allora costui sarà studiato come tale, verranno analizzate le sue funzioni cerebrali e si scoprirà che, in realtà, nella sua scatola cranica non v'è altro che una nocciolina ansiosa di fuggire da lì.

Se non altro, i responsabili di una tale scoperta saranno felici di aver salvato una innocente nocciolina da un destino orrendo.



 



I quattro casi analizzati in questo intervento sono decisamente pochi, ma sono sufficienti per definire - seppur in parte - quale sia la differenza tra programmatori seri e programmatori meno seri.



 



Detto ciò, io ricomincio a scrivere codice utile, funzionante, bello a vedersi e interessante...

Ciao ciao!


Ma che cazz...

Mi sto rendendo conto solo adesso che sono vestito in una maniera piuttosto ridicola.

Sono qui


Non è un bel periodo, ma non è nemmeno un periodaccio. È un periodo come tanti altri, ed io sto sempre qui.

Io aspetto alcune cose. Sono un tipo abbastanza paziente, ma anche io, a volte, piango perché c'è qualcosa che non va.



E in questi giorni sto facendo diverse cose. Sto studiando per gli esami di fine semestre, sto giocando con la mia nuova 360 (la sacrosanta!), sto scrivendo una classe in PHP abbastanza incasinata. L'ultima mi sta dando diversi grattacapi, più degli altri due "impegni".



E vabbè, è solo questo.


Anche detto 'testa di merda'


Qualche giorno fa, finalmente, sono andato a comprare la 360. Mercoledì 8, per la precisione.



Sto giocando a Burnout Paradise, nel frattempo che mi arriva il cavo per trasferire i dati dal vecchio HDD.



E poi sto studiando fisica per l'esame...



UFFA!


Poche parole...


Vaffanculo alla primavera.

No, sul serio.

La primavera è una stagione del cazzo, fa schifo, è una vera merda.



Vorrei solo che sparisse.