Si aprano le danze

Fine del silenzio. Ho qualcosa da dire.
Il 16 Febbraio ho fatto e passato lo scritto di Algebra, passando l'orale il 18 Febbraio con un sofferto 23 (puntando al 18). Ho passato due anni a piangere su un esame semplice, ma che si era tramutato in una bestia invincibile. Alla fine ce l'ho fatta e le mie ansie sono andate a farsi friggere.
La vita va bene. Sto concretizzando qualcosa, ma ci vorrà tempo (e, come tutto nella vita, il risultato non è assicurato).
Nel frattempo, mi sono trovato nella condizione di stroncare un pretesto. Certe volte mancano del tutto le parole.

Da lunedì si ricomincia a studiare ogni giorno, ogni sera, ogni notte, ogni fine settimana. Mi sono reso conto di essere in grado di tollerare la mole di studio e che posso dare molto con un po' di impegno in più. E allora via, mi voglio laureare pure io.

Ho perso le parole

Oppure sono loro che perdono me.
Ho pubblicato il blog pochi giorni fa e non ho ancora scritto nulla di significativo, se non un intervento per annunciare il mio ritorno.
In buona sostanza, sto trascorrendo giornate all'insegna dello studio, rinchiuso all'università, seduto tra i banchi a seguir corsi, imparando - finalmente e dopo tanto tempo - in maniera passiva ciò che viene detto a lezione, senza necessità di aprire i libri. Gennaio sarà periodo d'esami e, ansia a parte, credo di avere ANSIA ANSIA ANSIA. Ok, un briciolo d'ansia c'è, la voglia di chiudere FINALMENTE questo percorso universitario che va avanti da troppi anni c'è, devo solo farmi un mazzo tanto e dimostrare a me stesso che posso farcela.
Oltre l'università, ben poco. Esco poco, più che altro per andare a correre. Negli ultimi tre mesi ho perso nove kili e messo su muscolatura. I risultati si vedono!
Comunque niente, ho mal di testa e credo che a breve andrò a dormire. NUNGNAFACCIECCHIÙ!

Una nuova avventura

Rieccomi, pronto ad una nuova avventura online. Mi sono finalmente riappropriato di un minuscolo spazietto che ho ritagliato nel web e dal quale farò sentire la mia voce.

Dopo tante e tante piattaforme, tanti indirizzi diversi, ho trovato - FORSE! - una casa definitiva.

Presentazione al volo per chi non avesse la più pallida idea di ciò che sta leggendo.
Mi chiamo Riccardo, ho 25 anni, studio informatica alla Federico II. Sono vecchio per essere ancora all'università, ma mi sono rimesso sotto a studiare con forze che nemmeno credevo più di avere, col desiderio di prendermi 'sto pezzo di carta, trovarmi un buon lavoro e un tetto sotto cui vivere. Nel frattempo, lavoro come web designer.

La chiudo qui, non c'è molto altro da dire... per ora.
Nota: ci sono ancora casini qua e là. La piattaforma di blogging che sto utilizzando è di mia concezione, quindi perennemente in beta e lungi dall'essere perfetta. Mano a mano correggerò errori di svariata natura, ma il mio obiettivo era di mettere online una prima versione funzionante per poter finalmente scrivere. Cià!

Attesa e studio

Lo so. Gli ultimi titoli dei miei interventi ricordano un po' i capitoli di Braid. Però vabbè, non ci pensiamo.
Sto ascoltando gli Hooverphonic. Non ora, eh. Ora sto ascoltando i Rein. Mi piacciono, ricordano molto i Ratti della Sabina. Tre gruppi che vanno violentemente nel mio Zen Mozaic. Ne hanno tutto il diritto.
Ho ritrovato l'equilibrio. Mi auguro duri. Niente ansia. Niente panico. Niente paura. Ci pensa la vita, mi han detto così. Niente paura. Niente paura. Niente paura. Si vede la luna perfino da qui. Un po' di Ligabue non fa mai male.

Domani pomeriggio... no, chiedo venia... oggi pomeriggio ho una guida. La dodicesima. A volte mi sento una mezza sega. Forse un po' lo sono, ma io mi prendo i miei tempi.

Giovedì... un giovedì senza università. Tutto il giorno a casa per il mal di gola, poi un paio d'ore fuori per dare un'occhiata al centro commerciale.

E io, intanto, aspetto. Ritorno a vivere passivamente la mia vita, a guardarla dall'esterno e dire "Aò, a stronzo, ma che cazzo stai a fa'?". Niente di giusto, niente di sbagliato. Aspettiamo un altro po'. Ne vale la pena.

Devo studiare. Lunedì andrò all'università, ma poi resterò a casa. Devo assolutamente studiare per gli esami. Ne ho due. Entrambi il 22 dicembre. Non so come cacchio fare, vorrei passarli entrambi e togliermi 'sti problemacci di dosso. Ci proverò. Se non riuscirò, vabbè. Avrò fallito. Sarebbe il secondo fallimento, credo di poterlo accettare... credo.

Intanto non ho sonno. Il mal di gola che m'è venuto mercoledì sembra passato. Ora s'è trasformato in raffreddore. Forse più accettabile. Ma andiamo avanti, io alzo lo sguardo, non mi dispero e penso che devo studiare.

Sì, mi dispero. 


Mille cose

Partiamo dalla cosa più importante. Ho appena messo online la seconda versione del progetto MyState. Dopo l'iscrizione si può avere accesso ad un'immagine che indichi il proprio stato in rete. "In linea", "Offline", "Non al PC", "Torno subito", cose così. Come si fa su MSN, ma qui in maniera del tutto generica e slegata da qualsivoglia IM o chicchessia. Per la registrazione è sufficiente fornire un nome utente e una password.

Seconda cosa: sono confuso? Non lo so più. Sembra che io non lo sia più. Forse so ciò che voglio, ma non so come raggiungerlo. Non sarà facile, nemmeno un po', ma ci devo provare. Altrove ho fallito, in questo caso non posso.

Terza cosa: giovedì senza università. Fino a poco fa ero giù di morale, ora mi sono un po' ripreso. Ma non ho voglia di andare, voglio stare un po' a casa, rilassarmi, stirare le gambe e studiare un po' per gli esami che mi aspettano prossimamente.

Quarta cosa: oggi ascoltavo Malika Ayane. Anzi, ormai dovrei dire "ieri". Fatto sta che la ascoltavo. La riascoltavo. Che voce.

Quinta cosa: ci sono delle cose che devono cambiare. Ho nuove speranze. Spero non siano false.

Sesta cosa: non c'è una sesta cosa.

Sono visibilmente stanco e un po' annoiato, vorrei conoscere nuove persone. Fuori dal mio corso di laurea, possibilmente. A volte anche io ho bisogno di staccare la spina per un po' di tempo. 


Una chiacchierata col blog

Un titolo del tutto casuale, non sapevo che scriverci.

Vorrei pure capire perché i commenti continuano a NON funzionare dopo l'ultimo aggiornamento di Lifetype... che avrò fatto un mese fa, giorno più giorno meno.

Insomma, ho giusto un paio di cose da dire, ma voglio dirle bene. A parte che oggi è un giorno indefinito di ottobre. Il calendario mi dice che è 9. Ok. Non è una cosa importante, giusto per scaldarmi.

Sto dimagrendo! Sì, finalmente. Sto togliendo 'sto panzone colossale che era apparso dal nulla. Ormai manca poco alla normalità. Era ora.

Seconda cosa: ho i polmoni stesi per terra, un po' di mal di gola e ho difficoltà a parlare. Che bello, eh?

Vorrei dire qualche altra cosa, tanto per perdere tempo, ma non ho altri argomenti allo stato attuale.

Per noia, sto scrivendo qualche riga di codice. Se quel foreach di merda facesse ciò che dico... certo, non può fare ciò che dico perché la variabile che gli passo non dovrebbe esistere, in quel punto, però speravo che pregandolo funzionasse.

Mi sa che devo aggiustare le cose e annoiarmi mortalmente per ripassare i fottuti parametri in GET per non farli perdere nell'invio del form. Ma che noia.

Sì, ho lasciato un momentino da parte il Python per riprendere in mano il PHP. Mea culpa: dovrei recuperare il C++ e prepararmi per l'esame di programmazione 2. Ma la data non è stata fissata. Magari me la fissano tra un mese e io resto qui fregato perché non ho studiato. Ma intanto faccio geometria, vabbè.

Sono tremendamente annoiato e stufo, voglio andare a Parigi. 


Ma questi devono morire

Cammino tranquillo. Mi dirigo verso la fermata dell'autobus per prendere un C8 o un C33, quel che è.
Quando sono a... boh, 50 metri di distanza dalla palina che ti vedo? Un C33 che sta passando proprio di fianco a me. Corro per raggiungerlo.

L'autobus è arrivato alla fermata, io ci sono quasi. L'autista mi vede.

Riparte.

 

Gli ho augurato le peggiori morti. L'ho visto ripassare, dall'altro lato della strada, qualche minuto dopo. Peccato.

Sono rimasto 20 minuti alla fermata. Del C8 nemmeno l'ombra. Il C33 successivo? Attesa media di un'ora.

 

L'abbonamento dell'autobus per il prossimo anno? Nemmeno morto. Voglio le multe. Le voglio tutte. Poi le porto all'ANM e denuncio lo schifosissimo stato dei loro (dis)servizi. Voglio le testimonianze della gente.

E i conducenti devono morire. Tutti. Fanno schifo, lavorano una merda. Perdono tempo in ogni maniera, in ogni fantasiosa maniera. Quando si tratta di aspettare qualcuno che, correndo come può, con lo zaino sulle spalle, prova a raggiungere l'autobus, allora vanno di fretta.
Lavorano male e poco. Scioperi continui, continue manifestazioni. Poi, magari, pretendono pure un aumento. Le frustate dovrebbero aumentare, altro che gli stipendi.

E una giornata è andata buttata per colpa di questi coglioni. 


Tutto finisce

Quando finisce un disco e il lettore smette di suonare.
Quando finisce un film e la TV si spegne.
Quando la strada finisce e ti fermi.
Quando finisci un progetto e lo consegni.

Quando finisce l'estate e ricominciano gli impegni.

È in quel momento che vorresti rendere eterno l'attimo, vorresti tornare indietro, magari anche fare in modo che certi eventi si verifichino prima. È in quel momento che ti rendi conto che stai - nuovamente - perdendo tutto. Per un altro anno.

Sto ascoltando ska. 


Oggi è stato un grande giorno

Ok, forse nemmeno tanto, ma vabbè.
Oh, ehi, sto prendendo la patente! Si, non l'avevo detto. Ok, ora lo sapete.
Stamattina ho passato il teorico. E uno è andato.

Ora, vediamo di fare i conti. Metà della prima delle Grandi Decisioni è andata.
La seconda Grande Decisione è in alto mare ancora per un po'.
Ah, sto dimagrendo. Non so perché, ma sto dimagrendo. Forse ho qualcosa che non va, ma che non va proprio, però sto dimagrendo.
Forse dovrei visitare un dottore. Sì, credo.
Sto preparando un esame. Geometria. O forse la geometria sta preparando me. Al peggio.

Vabbè, intanto studio. Per gennaio...


Ok, ora è tutto più chiaro

Le idee sono tornate. Pensavo al cambiamento, poco fa.

Pensavo a come i tempi siano cambiati, radicalmente. Un tempo, i bambini confrontavano la lunghezza del proprio pisello, oggi confrontano il ping dell'ADSL e i trofei/obiettivi ottenuti ai videogiochi.

Oggi i bambini fanno i fighetti con i cellulari pagati un occhio, chissà poi da chi.

Oggi i bambini valgono molto, da un punto di vista crudamente economico: vestono solo abiti firmati, che credete?

Ne son cambiate di cose.

Ah, l'ho detto che sto cambiando anche io?
Piano piano, certe cose stanno migliorando. Manca ancora poco all'ultimo passo. Dopo sarà tutto differente.

Sto ascoltando molta musica. Più del solito.
A quest'ora non ascoltavo mai musica, un tempo. Restavo tranquillo a cazzeggiare su internet e su MSN. Ora, invece, attacco gli auricolari e vado giù di ascolti. Devo rilassarmi, ne ho molto bisogno.

E poi voglio vivere fuori degli schemi. Odio le categorie. Io sono me stesso, stop. Tale voglio essere. Se non piaccio a qualcuno, pazienza. Posso mica piacere universalmente?
E se vi sta bene, tanto meglio.

Devo riprendere a studiare, ma è difficile. Non mi va, non mi va più. Ora mi sto dedicando alla stesura di un programma in Python. Il mio primo programma in Python. Già abbastanza grande, soprattutto come idea. Scarica i manga da OneManga.com. Complesso, a volte credo di aver intrapreso una sfida troppo grande. Ma ci riuscirò, la porterò a termine.

Dopodiché, il prezzario ricomincerà da capo. Ho anche pensato come scrivere il parser. O, almeno, una piccola parte. E non solo mi servirà un parser, ma dovrò fare un bel po' di raccolta di dati. E poi un casino di cose. Mi viene il mal di testa solo a pensarci.

Forse dovrei dormire. Forse.
Forse.