Chitarrista canta Franco Battiato: La cura

Ho sette cose sette da dire riguardo questo brano:

 

  1. L'ho registrato tre volte prima di dirmi soddisfatto;
  2. E, comunque, la terza versione fa pure schifo;
  3. Ciononostante, voglio pubblicarlo comunque, giusto per aggiornare il blog;
  4. Anche se farò una figura di merda;
  5. Ma almeno stavolta sono perdonabile, sono un po' raffreddato e non riesco a esprimermi al meglio;
  6. E il mio meglio, in ogni caso, è veramente poco;
  7. Tappatevi le orecchie.
 

P.S.: Come sempre, per chi mi vede da Facebook: venite qui.


Chitarrista canta i Baustelle: Piangi Roma

Ok, stavolta mi lodo (e m'imbrodo). Ho cantato bene, tranne alcune lievi imperfezioni in due o tre punti. La canzone era adatta alla mia voce, anche se ho i giramenti di testa ancora adesso.

Il brano è "Piangi Roma", cantato da Francesco Bianconi e Valeria Golino. Fa parte della soundtrack del film "Giulia non esce la sera".
La canzone è eccezionalmente bella. Lenta, triste, forse per alcuni anche un po' pesante. Io trovo che sia un gran bel pezzo.
Ho una voce abbastanza profonda da calare più di Bianconi, quindi l'ho resa un po' diversamente dall'originale. Un po' più triste e, appunto, profonda. Magari un po' monotona. Però mi sono commosso. *ç*

Vi lascio all'ascolto.

 

P.S.: Alle solite, per gli amici di Facebook, fate un salto qui


Chitarrista canta e suona I ratti della Sabina: Non fa paura la notte

Sperimentazione su tutti i fronti. La voce mi era già andata via, con tanto di dolori alla gola per accompagnarla nel suo viaggio lontano da me. Non ho suonato tanto male, però. Insomma, diciamo che è andata piuttosto bene, considerando che il testo mi prende molto. Ci penso e ci ripenso. Ora non ci penso più, così la metto per farla ascoltare.

 

Solito post scriptum per gli amici di Facebook: fate un saltino qui per ascoltare. 


Chitarrista canta e suona I ratti della Sabina: Eccomi qua

Ok, a quanto pare aver conosciuto un gruppo come I ratti della Sabina mi ha fatto bene, perché ho ripreso in mano la chitarra e, finalmente, dopo tanti anni di non-studio (chi ha detto che ho mai studiato?) mi sono deciso a registrare un brano per farmi ascoltare. Metto le mani avanti: la chitarra che sto usando non è granché, ho le unghie della sinistra un po' lunghette ma non mi andava di tagliarle, quelle della destra un po' corte (e non potevo allungarle), la voce m'è ritornata ma non sapevo bene come fare il tono di Roberto Billi ma, soprattutto, ho avuto modo di infilarmi la chitarra dritta dritta nel petto, mi fa male ancora adesso che sono riuscito a disincastrarla. Il brano che canto (e suono!) è "Eccomi qua", il primo pezzo che ho sentito dei Ratti, lo stesso brano che mi ha dato modo di amarli alla follia. Non avevo mai sentito niente del genere, averli scoperti (benedetto Last.fm) mi ha donato nuova vita. E si nota, giacché ho pubblicato già molte canzoni di questo stupendo gruppo. Vi propongo, dunque, la mia personalissima interpretazione di un pezzo molto particolare, con l'anticipazione che, se mani e voce vorranno, ci saranno nuove interpretazioni dei Ratti.

 

Come sempre, piccola nota per gli amici di Facebook: fate un saltino qui per ascoltare il brano. 


Chitarrista canta Snow patrol: Chasing cars

Il primo esperimento non è andato troppo male. Ho ricevuto alcuni complimenti che mi hanno fatto piacere.
Ora si va avanti col secondo esperimento. "Chasing cars" è un brano stupendo, un brano d'amore, con un testo semplice, ma romantico quanto basta. "If I lay here / Would you lie with me / And just forget the world?" è la serie di versi che mi fa impazzire. Lo farei. Mi stenderei a terra. Sarei tanto pazzo e tanto normale da fare una cosa del genere.

Bando alle ciance. E ciancio alle bande. Smetto di dire idiozie. Mi dileguo e vi lascio ascoltare il brano.


Per gli amici di Facebook, il link da aprire Ť questo.


Chitarrista canta Alanis Morissette: These are the thoughts

Esperimento. Mi sono registrato mentre cantavo un brano che ho imparato ad adorare. Lo sto ascoltando ininterrottamente da giorni e non me ne sono stancato. Segno che è un pezzo che mi piace molto, che mi dice molto, che mi dà molto.
Non sono un cantante, non sono bravo. Ho mal di gola. Non sono una donna, quindi non aspettatevi di sentire Alanis. Sono soltanto una cacchetta che ha deciso di ricantare uno dei suoi brani (da poco) preferiti.

Faccio ascoltare due versioni. La prima versione è accompagnata in presa diretta e, infatti, si sente veramente poco. Io ero lontano dal microfono, l'impianto audio è lontano dal microfono. Risultato: appunto, non si sente veramente niente. Ma lo metto per compagnia.
La seconda versione, invece, l'ho registrata tenendo l'accompagnamento in auricolare, ma tenendo, stavolta, il microfono ad una distanza decente dalla bocca. Il software di registrazione che ho usato ha avuto la stupenda idea di miscelare la mia voce con il brano che stavo ascoltando, tenendolo a volume un po' più basso. L'effetto è piacevole, si riesce a riconoscere la voce di Alanis. Anche i miei errori, le parole mancate a causa del mal di gola che non mi fa salire più di tanto, la differenza di tonalità tra la mia e la sua voce. Però l'effetto resta piacevole.

P.S. per gli amici di Facebook: Facebook non inserisce gli oggetti in Flash. Per ascoltare i brani, dunque, andate qui.